Pensione Ape Volontaria: funzionamento e requisiti

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Pensione Ape Volontaria: funzionamento e requisiti

A partire dal 18 aprile 2018 è possibile richiedere l’Ape Volontaria, ovvero il prestito ponte grazie al quale poter andare in pensione anticipatamente. Entriamo nei dettagli e scopriamo assieme cos’è, come funziona e chi può richiederla.

 

Cos’è l’Ape volontaria

 

Il decreto attuativo è stato pubblicato il 16 ottobre 2017 in Gazzetta ufficiale e contiene tutte le informazioni necessarie e requisiti per poterne fare richiesta. Diversamente da quanto si possa pensare, non si tratta di pensione anticipata in senso stretto, ma di un prestito erogato dalle banche che viene rimborsato in 20 anni con una trattenuta sulla pensione stessa.

Come previsto dal decreto attuativo del Governo, infatti, l’anticipo volontario non è senza costi, ma prevede delle decurtazioni sulla pensione di vecchiaia per le prime 260 rate, inclusa la tredicesima.

 

Il costo delle penalizzazioni è variabile in base alla durata e alla somma richiesta. In sostanza, quindi, l’Ape Volontaria è un anticipo sulla pensione che viene restituito a rate, per vent’anni, una volta raggiunta l’età pensionabile. Deve avere una durata minima pari a sei mesi, fino ad un massimo di tre anni e sette mesi.

 

Chi può richiederla?

 

Possono richiedere l’Ape Volontaria i lavoratori dipendenti del settore pubblico o privato o lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi invece i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

 

Bisogna avere almeno 63 anni di età, aver versato 20 anni di contributi e maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi. È inoltre prevista una clausola di garanzia nel caso in cui aumentino i requisiti per la pensione, legati all’aumento della speranza di vita.

Il richiedente non deve essere titolare di una pensione diretta e deve avere una pensione attesa con un importo non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo, al netto della rata di ammortamento dell’Ape.

 

Prendendo in considerazione il 2018, quindi, l’importo non deve essere inferiore a 710,44 euro. In base al testo del decreto attuativo, inoltre, le rate per restituire l’Ape volontaria, assieme ad eventuali altre trattenute come ad esempio la cessione del quinto, non devono superare il 30% della pensione.

 

Per avere diritto all’Ape, inoltre, non bisogna cessare obbligatoriamente l’attività lavorativa. I lavoratori, infatti, possono presentare subito domanda di pensione, percependo un assegno mensile ridotto. La percentuale di riduzione dipende così dal numero di mesi oppure anni che vengono anticipati. Per poter presentare la domanda di Ape Volontaria bisogna soddisfare tutti questi requisiti sia dal punto di vista anagrafico, contributivo che dell’importo della pensione. In particolare all’articolo 6 del testo del decreto attuativo sull’Ape volontaria viene previsto che l’importo minimo della quota di anticipo pensionistico deve essere pari a 150 euro al mese.

 

Come richiedere l’Ape volontaria

 

Per poter andare in pensione anticipata grazie all’Ape volontaria bisogna fare l’apposita richiesta attraverso il portale dell’INPS, utilizzando identità SPID o PIN dispositivo, oppure tramite un intermediario autorizzato.

 

L’istituto a sua volta comunicherà l’accettazione o meno della domanda nella sezione dei servizi APE dedicati al richiedente. La domanda di Ape viene perfezionata alla data di pubblicazione, nella sezione dei servizi Ape, dell’accettazione del contratto di finanziamento da parte dell’istituto finanziatore e della proposta di assicurazione da parte dell’impresa assicuratrice. Soprattutto verrà inviato l’importo massimo e minimo del prestito ottenibile.

L’Ape viene erogata dall’istituto finanziatore il primo giorno del terzo mese successivo alla data di presentazione della domanda, corrispondendo i ratei arretrati maturati dalla data della sua decorrenza. Viene erogata in quote mensili di pari importo per dodici mesi fino alla maturazione del requisito anagrafico per il diritto alla pensione di vecchiaia. Al raggiungimento del requisito anagrafico si procede con il recupero del finanziamento.

 

Una volta liquidato il relativo trattamento pensionistico, infatti, l’INPS provvede ad applicare le trattenute sulla pensione. È possibile inoltre richiedere un’estinzione parziale o totale del finanziamento, sia durante la fase di erogazione dell’Ape che durante la fase di recupero del finanziamento.

 

Ad oggi sono state presentate oltre 4 mila domande e la media delle pensioni erogate, a partire presumibilmente dal mese di luglio, è pari a 925 euro. Al momento il provvedimento è in via sperimentale ed è possibile aderire all’Ape Volontaria solamente fino al 31 dicembre 2019. Al momento della richiesta della certificazione della pensione all’INPS, inoltre, si ricevono tutte le informazioni su quali banche e assicurazioni hanno deciso di aderire all’iniziativa.

 

Come calcolare l’Ape

 

Il calcolo dell’Ape volontaria non viene svolto sull’importo della pensione futura, bensì su quanto maturato al momento della richiesta. L’assegno, quindi, viene determinato al netto dell’Irpef dovuta solo per il reddito da pensione, compresa l’addizionale regionale ma non quella comunale. Vengono inoltre applicate le detrazioni fiscali spettanti e vigenti alla data della certificazione del diritto da parte dell’INPS. A livello generale è comunque possibile affermare che l’importo dell’assegno non potrà essere superiore alle seguenti percentuali:

 

90% della pensione, se l’anticipo pensionistico vine richiesto per meno di 12 mesi;
85% se la richiesta è compresa tra i 12 e i 24 mesi;
80% se l’anticipo pensionistico è tra i 24 e i 36 mesi;
75% se viene richiesto per più di 36 mesi.

 

Per poter calcolare quanto costa l’Ape volontaria, inoltre, l’Inps ha pubblicato sul suo sito un simulatore online aperto a tutti i cittadini. Questo simulatore prende in considerazione la pensione che si percepirà, i mesi di anticipo richiesti, le eventuali trattenute come ad esempio cessione del quinto o gli eventuali assegni divorzili o di mantenimento dovuti ogni mese all’ex coniuge o ai figli.

 

L’Ape Volontaria conviene?

 

Oltre alle rate da rimborsare una volta raggiunta l’età pensionabile, bisogna tenere in considerazione anche altri costi, come TAN, TAEG, costi dell’assicurazione contro i rischi di premorienza, ma anche elementi positivi come detrazione fiscale del 50%. Gli interessi e il premio assicurativo, ad esempio, sono detraibili per il 50%, sotto forma di credito d’imposta. Tenuto conto del tasso di interesse da corrispondere alle banche e del costo dell’assicurazione obbligatoria, di fatto, il costo dell’APE è compreso tra il 4,6% e il 4,7% per ciascun anno di anticipo.

 

Mediamente la rata di rimborso riduce la pensione del:

• 4,5% per un anno di anticipo
• 8,6% per due anni di anticipo
• 12,25% per tre anni di anticipo.

 

Non è possibile, quindi, definire a priori se l’Ape Volontaria sia o meno conveniente. Per stabilirlo, infatti, è opportuno utilizzare il simulatore online messo a disposizione dall’INPS e vedere se la somma che viene restituita nel corso dei 20 anni sia superiore o inferiore a quanto ottenuto anticipatamente. Sicuramente l’APE volontaria risulta conveniente per chi vuole anticare il suo ingresso nel mondo dei pensionati almeno di un anno. In questo caso, infatti, si perde mediamente 50 euro al mese.

 

Una cifra tutto sommato irrisoria se paragonata alla possibilità di poter finalmente smettere di lavorare.

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